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L’angolo del Tramonto a NATIVO – by Roberto –

Il momento dell’alba e del tramonto è celebrato in quasi tutte le ritualità religiose ed anche in numerose ritualità laiche, basti pensare all’alza/ammaina bandiera… L’arrivo di un nuovo giorno e il momento in cui questo ha fine, ha sicuramente a che fare con la nostra spiritualità, tocca la nostra anima. Non esiste un’alba uguale ad un’altra alba ed un tramonto uguale ad un altro tramonto, ogni giorno si presenta con un’idea nuova, con un nuovo progetto… Si tratta ogni volta di un’esperienza diversa, perché diversi sono i colori, gli aromi, le temperature, i venti, i rumori e perché diversi siamo noi, ogni volta di un giorno più grandi…

Prendersi del tempo per vivere appieno questi momenti è complicato, siamo sempre troppo presi da “altro” ed iperconnessi con l’altrove che questo “gesto antico” di alzare gli occhi verso il cielo e raccogliersi un momento in sé stessi sembra praticamente un lusso, una distrazione che non ci possiamo permettere…

Difficile focalizzarsi nell’era della distrazione!

Prima che Nativo diventasse Nativo, mentre più di trecento anni fa dei contadini stavano costruendo il casale avevano sicuramente notato che il lato che si affaccia ad ovest offriva una piena e splendida vista sul tramonto, per questo forse avevano previsto una specie di sedile di pietra per tutta la lunghezza del casale. Quando ci si siede su quel sedile si comprendono bene le ragioni della loro scelta. Appoggiando la schiena sulle pareti in pietra della casa si è sempre protetti dal vento e la pietra regala un teporino che fa sempre piacere soprattutto nelle giornate d’inverno. La vista del tramonto da una parte e della montagna dall’altra, unita agli aromi che arrivano diretti dal parco naturale, regalano un’esperienza unica ed irripetibile. Passare del tempo su quel sedile, a cui oggi abbiamo aggiunto qualche cuscino ed affiancato alcune sdraie per migliorare un po’ il comfort, è diventato per me irrinunciabile quando sono a Nativo. Cerco di farlo anche altrove se c’è sufficiente orizzonte, ma quel momento in cui si sta con sé stessi per ripercorrere la giornata, per capire se si è cresciuti, o se si è fatto qualche passo indietro, oppure semplicemente per far risuonare il proprio respiro, è un lusso a cui, qui a Nativo, io mi obbligo>!

Ho imparato che prendersi questo tempo può aiutarci a godere pienamente del qui ed ora, a trasformare anche il momento più “routinario” del quotidiano in poesia. Non si tratta di “accontentarsi”, ma di imparare a prendere il meglio da ogni momento, di viverlo fino in fondo, di riuscire a sentire il presente senza essere ossessionati dal passato, o dal futuro…

E’ un momento che si può vivere in modo individuale, o collettivo. Può essere un’occasione di introspezione e meditazione, o un’occasione di incontro con l’altro…  a Nativo ci aggiungiamo di solito un buon bicchiere di vino e della musica perché abbiamo verificato che aiuta…

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